Come avere una pratica Yoga completa

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Come dovrebbe essere risaputo la pratica dello yoga comprende vari aspetti, non solo quello più fisico delle asana (posizioni) ma altri come la concentrazione su un solo oggetto, l’interiorizzazione dei sensi, la meditazione, il controllo del respiro etc etc…

Decidere di diventare uno yogi o una yogini significa dedicare del tempo ad ognuno degli aspetti della pratica dello yoga per poter avanzare oltre che fisicamente (migliorando lo stato di salute e la consapevolezza del nostro corpo) anche spiritualmente.

Per crescere in quest’ultimo senso dovremmo attenerci a delle indicazioni ben precise che riguardano il nostro comportamento verso noi stessi, verso gli altri e verso il Divino.

Queste norme di comportamento di chiamano Yama e Nyama e ne parlero’ in un altro articolo.

Oltre a questo dovremmo dedicare del tempo ogni giorno alle asana, alla pratica delle tecniche di controllo del respiro, meditare, recitare mantra…

Insomma sembra essere necessario molto tempo per poter approfondire la pratica dello yoga e se lavori o hai figli probabilmente ti stai chiedendo come sia possibile fare tutto ciò!

Partendo dal presupposto che tutto è possibile se lo desideriamo veramente, non dobbiamo impazzire o sentirci frustrati se non sarà sempre possibile fare tutto quanto…quel che importa è provare a fare il massimo, al meglio che si può e di certo i frutti che raccoglieremo saranno molti ed i benefici in termini di benessere ancora di più.

Se il tuo desiderio di approfondire lo yoga è sincero il mio consiglio è… organizzati!

Immagina la tua giornata tipo ( fai una sorta di time table ) e vedi dove hai del tempo da dedicare a te stesso. Magari non lo troverai e l’unica soluzione sarà alzarsi prima alla mattina per praticare (io l’ho fatto per anni è dura lo so!)

Crea una vera e propria time-table settimanale in cui decidi a rotazione di dedicare quel tempo alla pratica di asana, respirazione, meditazione o mantra.

Tieni conto che almeno 30 minuti di asana (cioè la pratica fisica) 5 o 6 volte a settimana è davvero il minimo dal punto di vista fisico per avere dei risultati visibili. Poi potresti dedicare altri 15/20 minuti al giorno a rotazione alla meditazione, alla recitazione di mantra, alle tecniche di respirazione. Il tutto non ti porterebbe via più di un ora al giorno.

La domenica o il week end lo puoi utilizzare per prendere una pausa riattivando così la motivazione per la settimana successiva.

Queste sono indicazioni di base per chi ha una vita impegnata, chiaramente più tempo dedichi ad ogni aspetto dello yoga più sarà la tua crescita.

Ovviamente ti capiterà di rinunciare a certi svaghi per dedicarti a questo ma se ami lo yoga questo non sarà un peso, sentirai naturalmente che vi sarà un cambio nelle tue priorità. Io ad esempio invece di pranzare con i colleghi andavo a fare yoga in magazzino! Mi prendevano per pazza forse ma tanto di guadagnato dato che quell’ambiente lavorativo non era quello che faceva per me e sapevo che il mio futuro non sarebbe stato lì per sempre.

A volte serve determinazione e a volte devi proprio lottare contro la pigrizia e la frustrazione ma se riesci in questo non te ne pentirai.

Buona pratica quotidiana.

Namasté

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Torta di mele vegana light

Ecco qui la ricetta per la torta più morbida e leggera che esista!

Golosissima pur senza l’utilizzo di prodotti di origine animale.

Nutre il corpo e l’anima 😉

Namasté

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INGREDIENTI:

  • 2 grosse mele
  • 150 gr di farina
  • scorza grattugiata di un limone
  • un cucchiaino di cannella
  • a piacere uvetta ammollata
  • 1 bustina di lievito
  • un pizzico di sale
  • 40 ml di olio di semi
  • 80 gr di zucchero di canna
  • 150 ml di latte vegetale

 

PROCEDIMENTO:

Sbuccia le mele, tagliale a fettine molto sottili e mettile in una bacinella ampia con un po’ di succo di limone e mescolale delicatamente.

Unisci in una ciotola farina , il lievito, la cannella, la buccia di limone, lo zucchero. Poi aggiungi l’olio e infine, a poco a poco, il latte vegetale. Mescola. Devi ottenere un’impasto morbido.

Unisci all’impasto eventualmente l’uvetta e versalo nelle mele. Aiutandoti con una spatola o un cucchiaio di legno amalgama le mele con delicatezza. Raggiungile tutte con l’impasto.

Prendi una tortiera e foderala con carta da forno.
Distribuisci uniformemente l’impasto con le mele e cerca di livellarlo.

Cuoci in forno ventilato per 1 ora a 175 gradi.

Il tempo di cottura è volutamente lungo con forno ventilato in modo che le mele rilascino tutta la loro umidità.

La merenda è pronta!!!

 

Cheesecake Vegan

Instagram è per me spesso fonte di ispirazione in particolare per quanto riguarda il “food”. Le foto ben fatte che ritraggono piatti vegetariani e vegan stuzzicano la mia voglia di mettermi ai fornelli… ed ecco qui il risultato dell’ultimo esperimento: una cheesecake vegana crudista!

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E’ davvero buonissima!!! Non meno calorica della versione classica col formaggio quindi va mangiata a piccola dosi 😉  Ecco la ricetta:

Per la base:

  • 500 gr di datteri (precedentemente snocciolati e ammollati in acqua tiepida per 10 min.)
  • 250 gr di mandorle non sgusciate

Per la crema:

  • 400 gr di anacardi (precedentemente ammollati per 3 ore in acqua tiepida)
  • 4 cucchiai da tavola di olio di girasole
  • 1/2 bicchiere di latte di cocco
  • Sciroppo d’agave (2 o 3 cucchiai da tavola)
  • Aroma vaniglia
  • Succo di mezzo limone
  • 1 pizzico di sale
  • cioccolato spezzettato in pezzi piccoli

Preparazione:

Passare nel mixer i datteri e le mandorle lasciando dei pezzi abbastanza grandi e poi stendere il composto in uno stampo.

Passare gli anacardi con tutti gli altri ingredienti per la crema fino ad ottenere una consistenza morbida e omogenea.

Stendere la crema sopra la base e stenderla bene. Spargere i pezzetti di cioccolato sulla superficie e mettere in frigo per 10 ore (tutta la notte).

Buona colazione!!!

 

Il lavoro sull’Ego nello yoga

Chi si avvicina alla pratica dello yoga avrà sicuramente sentito parlare dell’ego e della necessità di distaccarsi da esso per raggiungere l’unione con il “Tutto” che è poi lo scopo ultimo nonché il significato della parola “yoga”.

Vediamo di capire come mai si pratica il distacco dall’ego, perché secondo lo yoga esso ci limita nel raggiungere livelli più alti di coscienza e consapevolezza.

Iniziamo dicendo che più ci si addentra nella pratica dello yoga più si comprende che c’è qualcosa al di là del nostro corpo fatto di muscoli, ossa, sangue…si prende inizialmente consapevolezza di un livello più sottile che viene definito Pranamaya Kosha ed è il livello del respiro e quindi di conseguenza dell’energia che circola nel nostro corpo. Appena più a fondo, calandosi nella scoperta interiore, si andrà a percepire meglio la mente e il suo continuo frenetico lavorio (Manomaya Kosha cioè il livello della mente). Quando si inizia ad avere una certa consapevolezza di questi due livelli di solito si inizia a percepire anche l’esistenza di qualcosa di più. Ecco che iniziamo a intuire che il nostro Io non è che una piccola parte di qualcosa di più grande: in India lo chiamano Brahman, il Divino, l’Assoluto.

Non è detto che questo percorso nella consapevolezza sia identico per tutti e con la stessa successione di queste tappe comunque la meta è la stessa: addentrasi sempre più in profondità dentro noi stessi per poi liberarci dalle catene dell’Io scoprendo e sentendo che non vi sono confini ne corporei ne mentali tra noi ed il Tutto, Dio, Universo…

L’ego è una parte di noi stessi e quindi a mio avviso non va rifiutato completamente ma va compresa la sua natura transitoria e limitata. Va utilizzato come spinta per elevarci oltre. Quando siamo completamente persi nel nostro Io viviamo coi paraocchi e completamente annebbiati dall’illusione perché non capiamo che siamo molto di più dei nostri problemi, dei nostri pensieri e malesseri fisici.

Ecco che bisogna a iniziare ad allenarsi a praticare un certo distacco. Capire che quando ci sentiamo travolti dal dolore, siamo persi nell’illusione o travolti dalle passioni “malate”, possiamo sempre sciogliere le catene e liberarci dai pesi che ci schiacciano, scrollandoci di dosso l’identificazione con l’Io e immergendoci del Tutto.

A volte per superare un momento di crisi basta smettere di pensare al problema e sedersi in silenzio chiudendo gli occhi e respirando profondamente, oppure guardare un paesaggio immergendosi completamente nella sua bellezza, o prendere il nostro japa mala e iniziare a ripetere un mantra che ci piace, ascoltare musica e cantare…

Serve allenamento, costanza, fiducia, fede e anche abbandono! Volere a tutti i costi, desiderare con bramosia di cambiare, non ci avvicina all’obbiettivo di uscire un po’ fuori dal nostro piccolo mondo, anzi ce ne allontana.

Come praticare dunque quotidianamente il distacco dal “piccolo sé?”

I metodi sono moltissimi e sono stati studiati ed elaborati dai saggi e spiritualisti di tutto il mondo.

Nello yoga generalmente si segue il percorso dell’ Ashtanga Yoga ( = yoga in 8 fasi) definito dal saggio Patanjali. Si cerca di :

  • allineare la propria condotta etica e il proprio stile di vita ai cosiddetti Yama e Nyama ( =Astensioni ed Osservanze)
  • si pratica l’interiorizzazione della concentrazione e la liberazione dei blocchi energetici attraverso il Pranayama (= controllo del respiro)
  • si mantiene il corpo sano e in equilibrio attraverso le Asana (=posture)
  • si pratica l’interiorizzazione dei sensi ( Pratyahara )
  • si pratica la concentrazione su un unico punto ( Dharana )
  • si giunge alla meditazione ( Dhyana )
  • si raggiunge lo stato di connessione con il Tutto ( Samadhi )

Non è semplice e tanto meno immediato. Lo yoga è il percorso di una vita e ogni giorno si impara qualcosa in più o ci si rimette in discussione. Tuttavia la sensazione di gioia, meraviglia, gratitudine scaturisce anche dopo poco tempo se l’attitudine con cui ci si rivolge a questa pratica è contraddistinta da sincerità, umiltà, curiosità, apertura.

Percepire la fluidità dentro di te, i blocchi che si sgretolano, il cuore che si apre… la capacità di essere presenti e consapevoli, più sensibili ma anche capaci di lasciare andare le emozioni…

tutto questo e molto di più è la pratica dello yoga!

“Nello Yoga c’è una cosa che dovete ricordare: la parte più debole è la sorgente dell’azione.”      B.K.S Iyengar

Nella vita e sul tappetino: cercare la pace con l’attitudine del guerriero

Dire di cercare la pace con l’attitudine di un guerriero può sembrare un controsenso eppure non è così.

Nel mondo materiale esiste l’aspetto positivo e quello negativo e senza l’ uno, l’altro non esisterebbe.

Lo yoga è una danza continua nella dualità alla ricerca della sua trascendenza perché solo lì si trova la pace vera.

Quando mi trovo ad eseguire un asana complessa o faticosa dentro di me si alza una voce interiore che mi dice che non ce la faccio e un’altra che posso farcela. Con queste due voci che parlano nella testa quel che risulta è una grande agitazione!

Ecco che per mettere pace deve intervenire il mio guerriero interiore: quella parte di me forte, appassionata ma saggia e distaccata al punto giusto che riesce a creare pace e silenzio nella mente portando sollievo al corpo. Quello che fa è trascendere gli opposti. (ce la posso fare/ non ce la faccio, sto bene/ sto male)

Che cos’è questo guerriero interiore portatore di pace?

E’ l’ espressione elevata del nostro sé. E’ qualcosa che è sempre dentro di noi ma molto spesso non ce lo ricordiamo sprofondando così nella confusione, nella frustrazione, nell’esaltazione e i  tutti quegli stati d’animo che sono frutto di illusione.

Ecco che anche fuori dal tappetino da yoga, nella vita di tutti i giorni quando siamo in balia degli eventi, va conquistata la capacità di fare intervenire il nostro guerriero interiore, capace di trascendere la dualità senza mai tirarsi indietro permettendoci di trovare la pace nel porto sicuro del nostro Sè.

Una volta trovata la pace, l’azione che andremo a compiere sarà di sicuro la più giusta.

In definitiva lo yoga sul tappetino ci permettere di sviluppare delle attitudini che portiamo poi nella vita di tutti i giorni e che operano a nostro vantaggio.

Tortilla con straccetti di seitan e crema di fagioli

Con il seitan, prodotto derivante dalla proteina del grano cioè il glutine, possiamo sbizzarrirci in cucina e sostituire in modo più che soddisfacente la carne.

Ecco una ricetta vegana, ottima e veloce e light che non vi farà sentire la mancanza della carne!

Ingredienti (per 2 tortillas):

  • Una confezione di seitan da 200 gr
  • Salsa di soia
  • 2 pezzetti di zenzero fresco sbucciato
  • 2 Tortillas
  • Insalata
  • Crema di fagioli (fatta frullando una manciata di fagioli lessati con un goccio d’acqua, olio, aglio, succo di limone ed erbe aromatiche)

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Preparazione:

  1. Tagliare il seitan fino a creare degli straccetti e metterlo a bagno nella salsa di soia per almeno mezzora.
  2. Sgocciolare il seitan in un colino, ungere una padella antiaderente con l’olio di oliva e saltare gli straccetti di seitan con un paio di cubetti di zenzero fresco, a fiamma medio bassa, per 5 minuti.

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3.  Quando il seitan è pronto spegnere il fuoco e su un altra padella scaldare la tortilla.

4. Quando un lato è caldo girarla e iniziare a mettere a farcitura la crema di fagioli, l’insalata e il seitan.

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5. Chiudere la tortilla a metà e scaldare ancora un paio di minuti.

BUON APPETITO!!!

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Pratica yoga rilassante

Iniziare bene la giornata dipende da noi, dall’attitudine con cui ci svegliamo.

A volte basta un sorriso davanti allo specchio e poi prenderci cura di noi stessi o dei nostri cari con amore.

Ho pensato a una pratica yoga molto molto dolce, perfetta da fare prima di colazione per risvegliare dolcemente il corpo e la mente dall’intorpidimento del sonno.

Una coccola, da regalarsi ogni giorno….